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Magna Grecia in Calabria

Magna Grecia in Calabria

in Culture

Con il termine Magna Grecia, viene identificata una porzione dell’Italia meridionale che venne conquistata e amministrata per un lungo periodo dall’Impero dei Greci. Questo movimento era generato dalle popolazioni greche che, vogliosi di nuove conquiste e di maggior pregresso, si spinsero, dietro consiglio dell’ Oraloco, alla conquista delle attuali Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. Proprio quest’ultima, visse un’epoca ricca di eventi e di progresso. I Greci portarono infatti, oltre a una ricchezza economica, una maggior cultura e amore per le arti in generale. Vennero fondate in Calabria importanti città sotto il nome di Sybaris (l’attuale Sibari) e poi a Kroton (l’attuale Crotone). A queste, seguirono successivamente ulteriori centri di commercio come Medma (l’attuale Rosarno), Hipponion (l’attuale Vibo Valentia) e Kaulon (vicino all’attuale Monasterace). Questo periodo divenne molto importante per la Calabria in quanto vennero fondate numerose scuole di pensiero che videro la ribalta di famosissimi personaggi come Bernardino Telesio e molti altri. Scopri le città della Magna Grecia in...

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Fileja

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I Fileja rappresentano al meglio tutta la tradizione calabrese e parte della cucina mediterranea. Si tratta di una pasta preparata in casa, ricavata con un semplice composto di acqua e farina, arrotolata intorno al dinaculo o bastoncino di sparto, per darle una forma ricurva. Si serve con sugo di pomodoro e un pò di formaggio, preferibilmente pecorino locale grattugiato. Il tutto è profumato e infiammato da buon peperoncino locale. I Fileja devono la propria forma ad una meticolosa lavorazione manuale e al giusto dosaggio degli ingredienti. Diversi sono gli abbinamenti che si possono accostare a questa pietanza. Con Carne di Capra I Fileja possono essere conditi con un sugo cucinato utilizzando metà cipolla rossa tritata in un filo d’olio extra vergine di oliva. Tritati i pomodori all’interno del soffritto è possibile ora immettere uno o due peperoncini calabresi. Con ‘Nduja In alcune località, i fileja vengono serviti con un particolare sugo dovuto ad un soffritto di cipolla con l’aggiunta di abbondante ‘nduja. Si può variare questo condimento, inserendo qualche pomodoro schiacciato. [flickr style=” width:120px; height:120px; padding:10px;...

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Cipolla Rossa di Tropea

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Cipolla in pillole La Cipolla rossa di Tropea è composta da diversi strati di color bianco vivace e ricoperta da uno strato di color rosso. E’ coltivata nel territorio tra Capo Vaticano e Tropea da oltre duemila anni e contribuisce allo sviluppo economico del territorio. Il caratteristico sapore dolce è dovuto al microclima particolarmente stabile nel periodo invernale dovuto all’azione esercitata dal mare. Effetti medicinali La cipolla che contiene vitamina c, non e’ solo antinfluenzale, ma svolge un azione antiemorragica, tonifica vene e arterie, ed e’ coadiuvante nelle cure a base di cortisone. essa non manca di ferro , che mantiene ad un giusto livello il numero di globuli rossi nel sangue, ed esercita inoltre un’ azione benefica sulla diuresi e sull’ipertensione. La sua tipicita’ dipende dal colore tendente al rosso, il sapore particolarmente dolce, nell’avere caratteristiche curative, ed infine le sue proprietà benefiche sull’apparato cardiocircolatorio,tesi sostenute e dimostrate da eminenti medici.per avere le suddette qualità deve essere coltivata in terreni con caratteristiche particolari che si riscontrano solo nella zona di ricadi-capo vaticano, dove e’ concentrata la maggiore produzione, ma anche nel territorio di Tropea, Zambrone, Briatico e Parghelia. Caratteristiche Esistono innumerevoli varietà di cipolle, diverse per forma e colore. La cipolla rossa di Tropea, una delle più apprezzate sia in Italia che all’estero, è classificata come: Tropea rossa tonda detta anche Calabrese Tonda o Tropeana tonda ; Tropea rossa lunga o Tropeana lunga Per gli antichi Egizi la cipolla era una pianta sacra. Appartenente alla famiglia delle Liliacee, sembra sia originaria delle zone montane della Turchia, dell’Iran e dell’India.Il nome scientifico è Allium cepa; Allium, nome usato da Virgilio, deriva dal celtico caldo, ardente;cepa da caput perché è la pianta più importante tra le capitate, cioè tra quelle provviste di bulbo, che viene ancora oggi chiamato capo o testa.Fonti storiche attribuiscono al popolo dei Fenici l’introduzione di questa pregiata varietà sulla fascia tirrenica .meridionale della Calabria. Ciò troverebbe conferma nei recenti ritrovamenti archeologici nella zona tra Vibo Marina e Trainiti. Nello specchio di mare antistante questo tratto di costa si rinvengono, infatti, antichi manufatti sommersi ed in parte insabbiati, dell’antico porto Punico di Hipponion (l’antica Vibo Valentia). A monte del porto è stata scoperta anche una necro-poli Punica....

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Tartufo di Pizzo Calabro

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Descrizione del Tartufo di Pizzo Calabro INGREDIENTI UTILIZZATI: Latte, zucchero, uova, nocciola, cacao, aromi naturali. FORMA: Sferica imperfetta. DIMENSIONI MEDIE: 10 cm. PESO MEDIO: 200 gr. SAPORE: Dolce. ODORE: Tipico. COLORE: Cacao. Tradizione del Tartufo di Pizzo Calabro – Ice Cream Antico prodotto tradizionale della pasticceria familiare ed aziendale del Vibonese. Rappresenta il gelato sicuramente più famoso in Calabria, da qualche anno, le aziende artigianali che lo producono, lo commercializzano presso moltissimi ristoranti e bar presenti su tutto il territorio calabrese. E’ stato chiamato tartufo perché la forma ed il colore somigliano tantissimo al più famoso tartufo nero. Per la produzione non vengono usati coloranti, conservanti, additivi, edulcolanti, radiazioni ionizzanti e non vengono aggiunti elementi nutritivi di sintesi. [flickr style=” width:120px; height:120px; padding:10px;...

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‘Nduja Calabrese

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Storia Il nome deriva dal Francese andouille, frattaglie, perché anticamente si faceva con le frattaglie del maiale e peperoncino a volontà. E’un salume morbido, quindi spalmabile, piccantissimo, tradizionale di una precisa e circoscritta area geografica, che oggi viene presentato come prodotto originario della Calabria, anche se il comune d’elezione resta Spilinga. Dove sia le condizioni climatiche sia per le caratteristiche di produzione, tramandate nel tempo, si ottiene un prodotto originale difficile da preparare con le stesse qualità in altre zone Storia ‘Nduja L’origine resta ancora da accertare, secondo alcuni sarebbe stata introdotta dagli Spagnoli nel cinquecento assieme al peperoncino, ma come suggerisce il termine ricorda un insaccato Francese che potrebbe essere stato importato nel periodo Napoleonico (1806-1815), infatti sembra che Gioacchino Murat Vicerè di Napoli e cognato di Napoleone, abbia ordinato la distribuzione gratuita di un salame simile alla ‘Nduja per ingraziarsi i Lazzari dello Stato partenopeo. Componenti La ‘Nduja viene preparata con carne di maiale, pezzetti di grasso in piccole quantità ricavato dal sottopancia, dalla spalla, e dalla coscia , a cui si aggiunge il pepe rosso essiccato, in misura del 25/30%. Tutti i componenti vengono macinati col tritacarne, all’impasto cosi formato si aggiunge il 3% di sale per poi essere omogeneizzato in madie di legno ed insaccato in involucri naturali, poi viene affumicato per qualche giorno e stagionato a climatizzazione naturale.La ‘Nduja vera e propria è quella conservata nel budello cieco, detta orba (da orbus=cieco), ha colorito rossastro, consistenza pastosa che non diviene mai dura neanche dopo la stagionatura. Ricetta con ‘Nduja Spaghetti con ‘Nduja Ingredienti: 1 Cipolla rossa di Tropea, un vasetto di N’duja Gr 314, un barattolo di pelato Gr 300, olio di oliva, sale. Preparazione: Tagliate mezza cipolla a fettine, e fatela rosolare in una padella con l’olio. Quando è rosolata, aggiungete il pelato ed il sale. Fate cuocere a fuoco lento per almeno 20 minuti, aggiungete mezzo barattolo della ‘Nduja e lasciate cuocere per altri 5 minuti. Scolate la pasta e versatela nella padella, mestolate il tutto e servite. [flickr style=” width:120px; height:120px; padding:10px;...

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Peperoncino

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Storia Peperoncino Il peperoncino piccante era usato come alimento fin dai tempi antichissimi. Dalla testimonianza di reperti archeologici sappiamo che era conosciuto in Messico 9.000 anni fa e già nel 5.500 a.C. era presente in quelle zone come pianta coltivata. In Europa il peperoncino è arrivato con Cristoforo Colombo che l’ha portato dalle Americhe. Ma prima di quella data si era già diffuso in Asia e Africa per vie diverse da quelle dei bianchi. Effetti medicinali Il peperoncino è stomachico cioè favorisce la secrezione dei succhi gastrici e quindi la digestione. Le proprietà vasodilatatrici e anti-colesterolo sono riconosciute da tutti. Ad esse si aggiunge l’azione della vitamina PP che rende elastici i capillari e della vitamina E che aumenta l’ossigenazione nel sangue. Per questi motivi il peperoncino è utilissimo per la prevenzione e la cura dell’arteriosclerosi. Usato sul corpo, all’esterno, il peperoncino ha un effetto revulsivo cioè dilata i capillari e riscalda. L’uso abbondante di peperoncino in cucina ha dato anche da noi ottimi risultati. Addirittura anche contro la cirrosi epatica. Il peperoncino funziona bene come decongestionante e antinfiammatorio contro laringiti, raucedini e tossi spasmodiche. Eros Il peperoncino, grazie ai suoi principi attivi, al suo sapore, al suo colore e insomma alle sue mille qualità, è senz’altro una delle piante più adatte a stimolare in noi il desiderio sessuale e a metterci in grado di soddisfarlo. Al momento una cosa è certa, il peperoncino è ricco di vitamina E , la vitamina della fecondità e della potenza sessuale . Ricetta con peperoncino CROSTATA DEL DIAVOLO Ingredienti : 300 gr. di farina; 150 gr. di burro; 150 di zucchero; due tuorli di uova; un uovo intero; un cucchiaio di lievito per dolci; scorza di limone grattugiato; 150 gr. di marmellata di arance; 100 gr. di confettura di peperoncini; 100 gr. di mandorle pelate; 50 gr. di zucchero a velo. Preparazione : Lavorate il burro con lo zucchero aggiungendo i due tuorli, l’uovo intero e la scorza di limone grattugiato. Successivamente unire lentamente la farina e il lievito fino ad arrivare ad un impasto omogeneo. Con una metà foderate la teglia dopo averla imburrata cospargendola con uno strato di marmellata di arance e aggiungendone sopra un altro di confettura di peperoncini....

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