Sono Giuseppe Braghò, autore dell'inchiesta (e del volume edito da Monteleone - Vibo Valentia) sui Bronzi di Riace e su quanto si disconosceva intorno al ritrovamento degli stessi. Due i motivi a base degli elaborati.
Evidente si mostra l'intento del mio lavoro, durato un anno e più. Verità vera. Da quella processuale, non si riesce a godere la soddisfazione liberatoria reale che, per diritto sociale ed ancor più etico, spetta al cittadino, colto o no in materia. Le due celebri statue costituiscono Patrimonio Culturale Universale, per la qual cosa appartenenti a chiunque.
Le oscure vicende che hanno interessato la scoperta (e non solo), potranno essere colte -nella loro gravità- scorrendo le pagine del volume, che quanto prima sarà disponibile in libreria e sul Web.
Seconda ragione, sicuramente più importante della finalità succitata, è quella di contribuire alla formazione -nella nostra vilipendiata Regione- di una commissione di Studio mista, con scopo di partecipazione attiva allo sviluppo culturale della Calabria, ultima risorsa da spendere per meritorio decollo. Non è, la Nostra Terra, seconda ad alcuna: siamo stati e, per alcuni versi, siamo ancora la Magna Graecia. Tiriamola fuori, nel giusto modo, col giusto programma e con le professionalità adatte, perchè essa costituisca certezza di sviluppo turistico-culturale, considerato che, per altre vie, ciò non è accaduto. Il Ministero competente mi è onorevolmente e correttamente stato vicino: lo sarà ancora, malgrado la recente instabilità politica che si è venuta a creare. La Cultura, quella vera,appartiene ad ogni partito.
