Le sette sorelle: Filicudi, Alicudi, Panarea, Salina, Lipari, Vulcano e Stromboli, dai colori sempre forti e accesi in tutte le ore del giorno e della notte, diversissime tra loro, ma accomunate da una bellezza travolgente che fa innamorare chiunque le visiti. Eolo, dio dei venti, fisso qui la sua dimora.
Appartengono tutte ad un unico complesso vulcanico; le spiagge hanno caratteri stupendi, dai neri arenili di Stromboli si passa alle bianche spiagge di Lipari. Vulcano e Lipari sono ricche di materiali da eruzione come pomici, rammenti di lava ceneri, ossidiana.

E’ stupendo analizzare e soffermarsi a guardare la configurazione morfologica del fondale marino nell’arcipelago delle Eolie: numerosi sono i vulcani intervallati da canyon. Ecco perche non a caso quando immergendosi tra le acque di queste isole ci si accorge di una attivita sottomarina vulcanica ancora presente; spesso infatti si incontrano correnti calde.

Alicudi, Filicudi e Salina sono oggi completamente inattive, Lipari e Panarea hanno ancora sorgenti termali e fumaioli. Stromboli e Vulcano sono ancora attivi. Nel 183 a.C nacque Vulcanello da una eruzione sottomarina molto violenta. Dal 1500 in poi ci furono una o due eruzioni ogni secolo, alcune delle quali si prolungarono anche alcuni anni. Stromboli è attivo da due millenni, per questo venne chiamata il “Faro del Tirreno”.

I primi che hanno raggiunto le Eolie, si sono insediati soprattutto sull'isola più grande, Lipari, costruendo le loro capanne su un grande spuntone di pietra lavica, l'attuale Rocca del Castello, su cui, per i successivi millenni, ogni civiltà succedutasi ha costruito una sull'altra le proprie abitazioni. Le Isole Eolie furono popolate, civiltà stentinelliana, fin dagli inizi del IV millennio a.C., da genti provenienti dalla Sicilia, attratte dalla enorme risorsa economica offerta dall'ossidiana, che forse solo da poco tempo era stata eruttata dal vulcano di Monte Pelato. L'ossidiana vi si lavorò fin dal neolitico e la sua esportazione diede a Lipari una grande ricchezza economica.