Vibo Valentia, è una provincia di circa 33.957 abitanti. Le foti economiche di Vibo risiedono nell'industria, nel turismo e nella produzione agricola. La principale aggregazione industriale risiede nel territorio di Vibo Marina e nel territorio dell'Aeroporto. Il porto di Vibo Marina, è un importante centro commerciale e turistico ove le numerose imbarcazioni, organizzano minicrociere alla Isole Eolie. A sostegno del porto, si ritrova un'importante stazione ferroviaria con attrezzature per lo smercio di merci. Per quanto riguarda gli aspetti turistici, il centro di tale movimento è da ritrovarsi nella cittadina di Tropea e Capo Vaticano che posseggono numerose strutture turistiche.
Castello di Vibo Valentia

La storia di Vibo Valentia risale al tempo dei Bruzi che si stabilirono in questo territorio denominandolo Hipponion. Successivamente, furono i romani a farla da padrone insediando una loro colonia chiamata Valentia e successivamente Vibo Valentia. In epoca bizzantina, Vibo valenzia subì una strutturale fortificazione che però venne abbattuta dai saraceni attorno al X secolo. Grazie all'operato di Federico II di Svevia, essa venne ricostruita e denominata Monteleone di Calabria. A seguito divenne una delle prime sedi episcopali che Ruggero il Normanno trasferi nella sua Mileto.
Nell'ottocento i Francesi la elevarono a capoluogo della Calabria Ultra e da allora fino a pochi decenni addietro fiorirono tanti mestieri, il cui ricordo è nel nome di strade (Via Forgiari, Via Chitarrari, Via Argentaria, ecc.) e di istituzioni come il Real Collegio Vibonese
Sotto il Fascismo, per opera di Luigi Razza giornalista, politico, deputato al Parlamento e Ministro dei Lavori Pubblici, si avviò un grande rilancio nel campo dei lavori pubblici, tra cui spicca la costruzione del palazzo del municipio, in stile fascista. Per iniziativa dello stesso Razza, nel 1927 un regio decreto ispirato dal governo fascista ribattezzò la città da Monteleone di Calabria a, secondo la dizione latina, Vibo Valentia. La spinta edilizia pubblica nella città ebbe un deciso arresto quando il ministro Razza scomparve in un incidente aereo in Egitto nel 1935. La città ha voluto successivamente onorarne la memoria con una statua bronzea, a figura intera, scolpita da F. Longo nel 1938, la quale si erge in Piazza Duomo su un alto piedistallo, sormontato da una stele recante in cima l'effigie marmorea della Vittoria alata. Un'altra effigie gli è stata riservata nel Palazzo del Municipio, a lui intitolato.
Nel 1993 con la realizzazione di un solenne monumento, la città ha inteso onorare la memoria di un altro suo illustre figlio, Michele Morelli, grande patriota e martire del risorgimento.
Il 3 Luglio 2006 viene duramente colpita da una alluvione che provoca la morte di 4 cittadini ed ingenti danni economici all'industria, al turismo ed ai beni dei privati. I danni maggiori si registrano nelle località di Longobardi, Vibo Marina e Bivona, investite da un'enorme e inverosimile quantità di acqua mista a fango e detriti. Non si esclude che la cattiva gestione dei canali di deflusso delle acque e l'abusivismo edilizio abbiano avuto un ruolo importante nella conta finale dei danni.
Da Vedere: Il Castello Normanno Svevo fatto costruire da Ruggero il Normanno intorno al 1070 che ospita il Museo Archeologico Statale. Nel museo è conservata una raccolta di reperti archeologici scavati nel territorio circostante dalla fine del sec. VII a.C. al sec. II a.C.
Il Duomo in stile barocco costruito fra il 1680 e il 1723 è dedicato al patrono S.Leoluca. Di particolare nota sono le porte bronzee dell’artista calabrese Niglia che narrano le vicende delle storia della città e, all’interno, l’altare maggiore del settecento con la “Madonna della Neve” gruppo costruito con marmo di Carrara ed il trittico marmoreo del XVI sec, opera di Antonello Gagini.
Le rovine della città greca di Hipponion che si trovano poco fuori dell’abitato e conservano tratti delle imponenti mura del VI e V sec. a.C.
La stupenda località balneare di Tropea definita anche perla del Tirreno è l’espressione massima del tratto di costa che si estende da Pizzo a Nicotera. Oltre ad avere spiagge bellissime, il paese di Tropea ci regala interessanti testimonianze storiche.
Gastronomia e Vini: La cucina di Vibo Valentia è semplice e genuina ma caratterizzata dai sapori molto forti soprattutto per il largo uso del peperoncino.
Fra i primi piatti il più tipico sono i cosiddetti “fileja”,pasta fatta in casa che viene arrotolata su un ferretto o su un rametto di salice o bambù e poi condita con ragù di carne.
Dalla zona proviene il “sanguinaccio” un’ottima crema ottenuta con sangue di maiale cotto con noci, cacao e pinoli.
Gastronomicamente parlando la zona è molto conosciuta per gli insaccati, fra cui la prelibata “nduja” un impasto a base di carne di maiale con piccoli pezzi di grasso, pepe rosso e sale.
Dai pascoli del monte Poro provengono squisiti formaggi pecorini e ricotte. Di notevole importanza è la pregiata Cipolla di Tropea con le sue rare caratteristiche oranolettriche.
Vibo Marina è una frazione del comune di Vibo Valentia, in Calabria, situata sul Mar Tirreno nel golfo di Lamezia Terme e ha una popolazione di circa 10.000 abitanti.
Il suo territorio è sede di una delle poche aree industriali significative presenti nella provincia, così come importante risulta il suo porto, specializzato nella distribuzione dei petroli e del cemento, nel commercio di prodotti ittici e nel turismo (frequenti sono i collegamenti con le Isole Eolie).
Storia di Vibo Marina: Già nel III secolo A.C. esisteva un porto romano costruito per opera di Agatocle, tiranno di Siracusa. Tracce di questo insediamento sono tutt'oggi riscontrabili nel territorio, così come i resti di una villa romana.
Vibo Marina in origine era chiamata Porto Santa Venere e una leggenda narra che il nome le fu dato da un pescatore del luogo che scoprì sulla spiaggia la statua di Santa Venere.
Il suo nome venne poi modificato nell'attuale nel 1928.

Il 3 Luglio 2006 una alluvione dovuta ad un eccezionale nubifragio provoca ingenti danni all'industria, al turismo ed ai privati. La maggior parte dei danni si regisatrano nel quartiere Pennello. Lo straripamento del torrente Sant'Anna e i torrenti formatisi in collina hanno sommerso il paese e le località adiacenti di fanghiglia superando in alcuni punti il metro.